House Hotel, the "cleansing" ethnic ago waterless
Porto Recanati. In the large building of migrants suspended water supply without water. It does not happen in the Sahara but in Porto Recanati, Province of Macerata. A country of 10 000 people gathered in a long narrow strip of land a few miles on a small industrial area, a speculation that are the envy to the great metropolis House and Hotel, the building entrance to one of Europe's largest, the son of speculation of the seventies. Island has 2000 residents in the total population portorecanatese. About 70 Italian citizens, the others come from all over Africa, South America, Asia, Eastern Europe. Most of the apartments are owned by Italian citizens who have just rented to migrants. Since last spring, the building is devoid of water corrente.Il fact is due to a dispute between some condominiums el'Astea the company that manages the supply and water distribution. The problems began in 2007 when the majority of residents appears to be foreign. Condominium in the assembly of destabilization actions begin to push blocks of 4, all Italians, and dismiss the Chief is done at the very time when he was presented the proposal to install a meter of water for each apartment. Until then, there was only one meter for 500 apartments, including the expenses. From there the delinquency of payment made by speculators, especially indigenous owners of dozens of apartments. It starts with the water rationing m.cubi for 20 -30 minutes a day, con il risultato che ai piani alti non arriva mai flusso idrico. In un atto di “generosità” uno dei proprietari, a sue spese e per evitare di pagare il condominio fa scavare un pozzo con il benestare della nuova Amministratrice.L’emergenza sembra allentarsi, ma l’amministrazione comunale e le istituzioni continuano a latitare. Le elezioni comunali vengono rivinte dal centrodestra e il pozzo viene chiuso e sigillato dai Vigili Urbani. L’acqua dichiarata inutilizzabile. L’Astea taglia del tutto la fornitura. Il dramma è totale. Immaginiamoci 2000 persone(donne, bambini, anziani) proiettate in un mostro di cemento dentro al deserto dei Sahara. Durante la campagna elettorale accadono strani fatti, auto incendiate, rivolte sedate, incidenti e persone ambigue che si aggirano in questo ghetto. Vengono in visita Guidoni (ex eurodeputato SeL) e vari politici locali. Il Sindaco adotta la linea dura. D’estate, con gli irregolari che lavorano come ambulanti nelle spiagge, la popolazione raddoppia. L’odore che proviene dall’abitato è nauseante. Nella struttura non arrivano neanche i postini. Le irregolarità si moltiplicano e lo stato di abbandono è totale. Sembra quasi che ci sia una strategia per devastare, ghettizzare portare l’House e le persone che ci vivono alla disperazione. Un disegno di costruttori e multinazionali che prevede la pulizia etnica indiretta. Chi ci vive si difende come può, rimediando l’acqua per lavarsi e peri bisogni, ma permane una tensione insopportabile. Si tratta di una vera e propria bomba ad olorogeria che potrebbe esplodere da un momento all’altro, una guerra per l’acqua in uno dei Paesi europei chene spreca di più. Dalla Regione giungono notizie di un asilo che verrà realizzato nella struttura per offrire spazi di inclusione sociale,ma sono i bisogni primari a mancare, è l’accesso ai diritti fondamentali, è quell’odore acre che continua a separare l’House dal mondo esterno che poco o nulla sa di questa tragedia quotidiana.
di Luca Falaschini
su Liberazione del 19/11/2009