Among the dialectical argument that is a symptom of broken unit, and the magic of un’Unità dove tutto riposerebbe in quiete, e però senza vita, Kafka introduce secondo Masini un quid tertium, l’allegoria, che diviene lo strumento magico in cui la potenza distruttiva del negativo “si risolve nel dominio magico della distruzione che essa stessa realizza”, in un “incantesimo vivente” che costringe la distruzione a diventare creazione. La soluzione di Kafka ‘scrittore’ fu appunto quella di condurre a compimento quella distruzione, così come vuole il paradosso del nichilismo kafkiano secondo cui la conoscenza costituisce la via gnostico-negativa che conduce al compimento dell’essere. “L’essere – scrive Masini – sta alla quiete, al compimento, all’inattività come l’avere (il possedere) sta all’impazienza, all’esitazione e alla lotta”. L’unica via per alludere all’Essere, a quel mondo spirituale che è l’unico esistente, è un’autodistruzione equivalente a una metamorfosi. “Metamorfosi del significato, vale a dire, nel linguaggio di Kafka, divenire noi stessi metafore, così da raggiungere quella realtà ultima, sepolta nell’identità magica di significato e significante".
A cura di
Emilio Carlo Corriero
”Questo mondo è il nostro same loss, but as an entity that is indestructible, or rather something that can be destroyed only with the port to the end, not with abandon "
Franz Kafka
A cura di
Emilio Carlo Corriero
”Questo mondo è il nostro same loss, but as an entity that is indestructible, or rather something that can be destroyed only with the port to the end, not with abandon "